La psichiatria è ancora un tabù sociale? Questo e molto alto nell’intervista al dott. Alessandro Saponaro, ospite di Mi curo di te

Un’altra puntata per la Sanità a portata di mouse, come recita lo slogan della trasmissione settimanale “Mi curo di te”, ideata, diretta e condotta da Antonio Soleti. L’ospite di riguardo che ha occupato la bollente poltrona che richiama un’associazione di idee per contrasto con la sedia calda di Fritz Perls è il direttore dell’U.O.C. di Psichiatria dell’ospedale “Perrino” di Brindisi, Alessandro Saponaro, figlio d’arte vantando egli una tradizione familiare di medici.

L’intervista realizzata negli studi di Radio Portalecce, presente altresì sulla pagina facebook di Portalecce e trasmessa sulle frequenze di Radio One è di grande impatto sulle problematiche psichiche dell’inizio del Terzo Millennio e non solo. Il conduttore ha iniziato con domande che vertono su una disamina della esperienza che riporta a Franco Basaglia, interrogativi, opportunità dell’introduzione della normativa sull’effetto registrato dai pazienti designati e famiglie in carico, e poi  conseguente comprovata utilità riscontrata nel confronto tra colleghi psichiatri. Non ultimo il termometro che segna il giudizio critico della figura del “gestore della normalità”, ovvero il tecnico della materia, è ancora agente di un tabù sociale, la follia?

Le risposte del chiarissimo medico risultano in buona sostanza confortanti, poiché svelano una nuova realtà caratterizzata in una particolare percentuale presso la popolazione generale dalla propensione a fruire di trattamenti psichiatrici. A tal proposito il direttore chiede al suo ospite una mappa censita dei disturbi mentali, tra i quali ansia e depressione, turbe prevalenti che oggi vengono definite disturbi dell’adattamento. Inoltre l’irresistibile quesito: Soleti chiede se risulta già da un po’ cassato il termine “pazzo”. Una reazione più che onnicomprensiva preceduta da uno scontato sì è che il manuale diagnostico statistico dei disturbi psichici noto come DSM ora arrivato alla quinta edizione è presente dai primi anni ’90 e quindi si assiste ad una revisione della terminologia in uso.

L’aggravante di siffatto sistema di cose nel caso del DAP (disturbo da attacchi di panico) coinvolge la sfera fisica determinando tra l’altro una sensazione di morte imminente, è poi invalidante poiché compromette il funzionamento sociale, causando perdite di giornate lavorative. Inoltre il campanello d’allarme proprio dell’ansia limita la libertà della persona e la fa soffrire. Un’altra sintomatologia diffusa tra bambini e adolescenti è l’ADHD, deficit di attenzione e iperattività. Assodato anche che “da vicino nessuno è normale” secondo Franco Basaglia, che parafrasa l’affermazione freudiana del padre della psicoanalisi il quale sosteneva che la differenza tra un pazzo per così dire e la persona cosiddetta normale è una differenza quantitativa (di atti agìti disfunzionali) e non qualitativa. In tale contesto il dottor Saponaro non sminuisce l’importanza dell’approccio psicoterapico a cui sono tenuti a sottoporsi i professionisti della salute mentale. Tant’è che occorre tenere presente che talvolta i prodromi di alcuni disturbi, come nel caso diffuso della depressione, sono subdoli, contraddistinti da fenomeni di astenia, malesseri misteriosi, flessione del tono dell’umore, scarso rendimento nelle prestazioni abituali, disinteresse per il futuro. Accade infatti che come avviene tra i giovani nelle patologie più gravi l’acting out rappresenta una illusoria risoluzione per esempio ai sintomi di allucinazioni uditive che porta in talune situazioni a farsi del male. E conseguentemente a rapporti improntati  a sociopatia dovuti ad un incontrollato uso dei social, riguardo cui Soleti sollecita una risposta differenziata, si va incontro altresì ad un ritiro sociale, i cosiddetti Hikikomori, termine giapponese entrato nel linguaggio comune, e parimenti si ingenerano le più svariate dipendenze. Ciò  spesso va a toccare il tipo di dimensione narcisistica  virante al patologico che fa conseguire una sorta di anaffettività che sfocia spesso in atteggiamenti bullistici.

Sono indagate nell’esposizione anche le connessioni fra stagione e cambio di umore tipiche del bipolarismo, come spiega la fototerapia. Per ultimo ma non  per ultimo si fa presente l’esistenza di un Centro per persone con la sindrome  dello spettro autistico e a corredo di ciò si menziona l’operatività di una struttura residenziale nel Comune di Mesagne. L’argomentazione dell’arcipelago della psiche è sconfinata e l’ideale per saperne di più è davvero seguire l’intera intervista proposta qui di seguito.

6 comments
  1. Cara Daniela, solo tu potevi commentare l’intervista al dottor Saponaro, perché hai abbinato alle qualità di giornalista, le competenze in campo psicologico.Brava!

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