“Amare significa non dover dire mai mi dispiace”, frase clou del film “Love story”. Macché, se ciò fosse vero significherebbe voler sacrificare se stessi e sostenere inutili abnegazione e dinieghi, ovverosia rinnegarsi davanti a scelte che presuppongono coerenza, integrità e molto altro ancora. Nell’era postmoderna divenire una coppia ben assortita nel senso tradizionale del termine vuol dire fare un’esperienza titanica, stante la crisi profonda di valori e a fondo perduto.
Il fondo è il tempo. O tempora o mores? Come fare per sfuggire alla triste e ingannevole serenità derivante dalla singlitudine coatta che appare invece un traguardo più che mai appetibile? La battaglia per vivere in due si combatte nel proprio io che si affanna ad espandersi e a volte si comprime quando si misura con la diversità. È bene tener presente che sia i diversi che i simili si attraggono. Ma badiamo bene, occorre a tutti i costi conoscersi, la cosa più difficile. Infatti quando si è confusi si attirano persone confuse. In definitiva l’amore è conoscenza, rispetto, reciprocità, impegno, educazione. La sommatoria dà maturità e bellezza. Anche nel III Millennio è possibile.
Bellissimo articolo, cara Daniela e quanta verità c’è nelle tue parole sempre puntuali. Grazie
Grazie Anna, un bacio